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Attestazione SOA e patente a crediti: come evitare il blocco dell’attività

 

 

03 Apr 2025

A partire dallo scorso anno la patente a crediti è diventata obbligatoria per accedere ai cantieri.
Ogni impresa o lavoratore autonomo parte da un punteggio iniziale e, in base a comportamenti virtuosi o violazioni, il punteggio può aumentare o diminuire.
Le aziende con un punteggio inferiore alla soglia minima non possono operare nei cantieri, salvo procedure per il ripristino dei crediti minimi. Tuttavia, le imprese in possesso di attestazione SOA di classe III o superiore, indipendentemente dalla categoria OG o OS di appartenenza sono esenti.
Questo perché la certificazione SOA è considerata indice sufficiente di affidabilità.

La certificazione SOA è una condizione necessaria per partecipare a gare di appalto pubbliche sopra una certa soglia economica. Si tratta di un’attestazione rilasciata da enti autorizzati dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), che accertano il possesso di requisiti da parte dell’impresa richiedente.
Questi requisiti si distinguono in:
– generali (moralità professionale, assenza di procedimenti concorsuali, regolarità contributiva, iscrizione alla Camera di Commercio);
– speciali (fatturato, referenze bancarie, personale qualificato, esperienze pregresse, capacità tecnico-organizzativa).
L’attestazione può essere richiesta per una o più delle 52 categorie previste, suddivise tra OG (opere generali) e OS (opere specialistiche). Inoltre, le classi da I a VIII determinano l’importo massimo degli appalti a cui si può partecipare. Le imprese devono fornire una documentazione dettagliata e aggiornata, che verrà analizzata e verificata dal soggetto certificatore.

L’attestazione ha una validità quinquennale, con una verifica intermedia al terzo anno. Durante questa verifica, l’organismo SOA valuta se l’impresa continua a rispettare i requisiti dichiarati. In caso positivo, l’attestazione rimane valida per i restanti due anni. Se invece la verifica evidenzia la perdita di uno o più requisiti, l’attestazione decade anticipatamente.
Il rinnovo deve essere richiesto almeno 90 giorni prima della scadenza, presso lo stesso o un altro ente certificatore.
In caso di ritardi, l’attestazione cessa di produrre effetti. Tuttavia, la giurisprudenza e la prassi riconoscono che, qualora la richiesta sia stata formalmente presentata, l’attestazione mantiene efficacia temporanea (ultravigenza)[1] fino alla conclusione dell’istruttoria.
Secondo i giudici amministrativi, l’unico adempimento richiesto all’azienda è la stipula del contratto o la presentazione della richiesta di rinnovo all’organismo SOA scelto, in modo che quest’ultimo sia contrattualmente obbligato a svolgere le sue attività di verifica finalizzate all’attestazione.

[1] Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 1091/2024; TAR Lazio, Roma, sez. III, sent. n. 7680/2023.

La perdita dell’attestazione SOA comporta conseguenze immediate. In primo luogo, l’impresa perde la possibilità di partecipare a nuovi appalti pubblici sopra soglia. Ma soprattutto, perde l’esenzione dal possesso della patente a crediti. In termini pratici, ciò significa che, da un giorno all’altro, l’impresa non può più accedere ai cantieri, se non dopo aver ottenuto la patente secondo le modalità previste dalla normativa.
Questo può causare interruzioni improvvise nei cantieri, difficoltà contrattuali, sanzioni e contenziosi con i committenti. In assenza della patente, infatti, l’accesso in cantiere risulta irregolare, con tutte le conseguenze del caso.

Proposta operativa: una finestra temporanea per le imprese
Per evitare che la perdita della SOA comporti un blocco operativo immediato, si potrebbe valutare l’introduzione di una finestra temporanea per le imprese che non superano l’audit o non riescono a rinnovare l’attestazione nei tempi previsti.
Questa deroga, limitata nel tempo, avrebbe la funzione di salvaguardare la continuità operativa delle imprese, dando loro modo di completare la documentazione necessaria e inoltrare la richiesta di rilascio della patente a crediti sul portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, senza subire nell’immediato le conseguenze dell’irregolarità.
Una simile misura sarebbe coerente con lo spirito della norma, che intende incentivare il rispetto delle regole ma anche garantire un’applicazione proporzionata e sostenibile, soprattutto per le imprese che operano con continuità e senza violazioni pregresse.

Conclusioni
La perdita o il mancato rinnovo della certificazione SOA rappresenta una criticità significativa per le imprese del settore costruzioni. Oltre alla difficoltà di accedere agli appalti pubblici, comporta l’obbligo immediato di ottenere la patente a crediti, pena l’esclusione dai cantieri.
Le imprese devono quindi pianificare per tempo la verifica triennale e il rinnovo quinquennale, monitorando la scadenza della certificazione ed evitando ritardi. È altrettanto importante mantenere aggiornati i requisiti richiesti e prevedere, nei processi aziendali, una gestione documentale efficace.

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